{"id":12076,"date":"2025-09-19T23:45:20","date_gmt":"2025-09-19T21:45:20","guid":{"rendered":"http:\/\/server-wb8.vepu.dom\/?page_id=12076"},"modified":"2025-09-19T23:45:20","modified_gmt":"2025-09-19T21:45:20","slug":"strange-trails","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/?page_id=12076","title":{"rendered":"Strange Trails"},"content":{"rendered":"<figure class=\"wp-block-image story-cover\"><img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/vepu-import\/strange.jpg\" alt=\"L\u2019Equazione dell\u2019Anima\"\/><\/figure>\n\n\n<p><strong>-Le Origini della Vepu Foundation-<\/strong><br><br>La Vepu Foundation, fondata da Carl Vepu, \u00e8 sempre stata un\u2019organizzazione enigmatica, circondata da un\u2019aura di filantropia e progresso scientifico.<br>Dietro quella facciata, per\u00f2, nei laboratori nascosti sparsi nel mondo, prendevano forma esperimenti capaci di alterare le leggi della realt\u00e0.<br>Le stazioni \u2013 Nautilus, Nodo, Ombra, Metro, Icarus (creata in sostituzione della stazione Nodo), Serra, Pettirosso, Porta, Satellite,Smaltimento, Centrale e Disegno<br>\u2013 costituivano i nodi di un progetto che intrecciava ricerca sull\u2019energia, studi sulla coscienza e manipolazione del tempo.<br>Tra le teorie pi\u00f9 ambiziose vi era quella dell\u2019Ombra Elettrica, ideata dal visionario Dr. Alexander Grigori Petrov, mente fuori dal comune che in<br>seguito sarebbe stata conosciuta come l\u2019Uomo di Somerton. Petrov sosteneva che le ombre non fossero semplici proiezioni di luce, ma entit\u00e0 in grado<br>di accumulare energia vitale e interagire con l\u2019universo come segnali elettrici. Secondo lui, rappresentavano portali naturali verso dimensioni<br>parallele.<br>Con l\u2019appoggio dei fratelli Vepu, ottenne i fondi per fondare la Stazione Ombra, un laboratorio segreto nei boschi di Ceprano dove inizi\u00f2 esperimenti<br>ai limiti della comprensione umana.<br><br><strong>-L\u2019Incidente del 1946-<\/strong><br><br>Nella primavera del 1946, Petrov condusse un esperimento cruciale: l\u2019interazione diretta con l\u2019ombra umana. Quel giorno, mentre la stazione vibrava<br>di macchinari e proiezioni, la sua ombra si stacc\u00f2 dal corpo, assumendo forma autonoma.<br>Da quel momento rimase intrappolato in un loop temporale infinito. Ogni mattina si svegliava, faceva colazione, si pettinava, ripeteva<br>l\u2019esperimento\u2026 e l\u2019incidente si ripeteva. Sempre uguale. Sempre ciclico.<br>Un errore apparentemente insignificante apr\u00ec uno spiraglio: Petrov fum\u00f2 una sigaretta appartenente a un collega cardiopatico. Era stata imbevuta di<br>digitale, sostanza che, per ragioni ignote, interfer\u00ec con l\u2019effetto del loop. In quei rari momenti di lucidit\u00e0 comprese che alcuni oggetti \u2013 come il filo<br>arancione cerato \u2013 non venivano risucchiati dal ciclo.<br>Cominci\u00f2 cos\u00ec a lasciare indizi: password criptate, istruzioni per la calibrazione delle antenne, appunti sparsi. Poco prima della fine, riusc\u00ec a spedire<br>una cartolina con un codice d\u2019accesso al server che custodiva i dati per fermare l\u2019Ombra, sfruttando le antenne della Vepu progettate per le<br>comunicazioni tra stazioni. Sperava che un giorno qualcuno la trovasse.<br>Stremato, cosciente che la separazione dalla propria ombra stava logorando corpo e mente, fugg\u00ec dalla Stazione Ombra. Si allontan\u00f2 da Ceprano,<br>forse nel tentativo di indebolire l\u2019influenza dell\u2019entit\u00e0 o trovare un punto di disconnessione energetica.<br>Raggiunse Somerton, in Australia. La scelta del luogo non sembrava casuale: forse un\u2019eco temporale, forse una frattura dimensionale. Si lasci\u00f2 morire<br>sulla spiaggia, in posa composta e silenziosa. Il corpo, privo di identit\u00e0 e circondato da oggetti enigmatici, venne ritrovato la mattina seguente.<br>La Vepu intervenne subito: occult\u00f2 ogni prova e riscrisse la vicenda sotto il nome di \u201cUomo di Somerton\u201d, costruendo un enigma destinato a resistere<br>nel tempo.<br><strong><br>-Il Segnale di Sarah e Joe-<\/strong><br><br>Sarah, centralinista nella piccola cittadina di Ceprano, viveva un\u2019esistenza abitudinaria, scandita dal ritmo dei turni e dal fruscio delle linee<br>telefoniche. L\u2019unico svago era osservare il cielo notturno e registrare frammenti di comunicazioni radio insolite.<br>Joe, giovane ingegnere elettronico e DJ amatoriale, passava le giornate tra antenne, amplificatori e circuiti modificati. Conduceva una trasmissione<br>radio notturna, \u201cVoci della Notte\u201d, in cui alternava musica e telefonate anonime, spesso cariche di racconti inquietanti.<br>Nell\u2019estate del 1983, Sarah intercett\u00f2 un segnale anomalo: suoni pulsanti e distorti, accompagnati da un sussurro che modulava parole in una lingua<br>sconosciuta. Lo registr\u00f2 e lo port\u00f2 a Joe. Ascoltando insieme la traccia, ebbero la sensazione che fosse vivo.<br>Decisero di collaborare: Sarah curava le registrazioni e le interviste, Joe gestiva le trasmissioni e il tracciamento delle frequenze. Lanciavano appelli<br>alla comunit\u00e0, raccogliendo testimonianze su sogni ricorrenti, apparizioni e rumori inspiegabili.<br>Un giorno ricevettero una chiamata anonima: una donna li invitava a incontrarla in un casolare abbandonato ai margini del bosco. Era un\u2019anziana<br>minuta, dagli occhi chiari e inquieti. Raccont\u00f2 di voci tra gli alberi, luci nel cielo e di un figlio, Oliver, che parlava lingue ignote nel sonno prima di<br>sparire. Quelle stesse parole, disse, coincidevano con il codice dell\u2019Uomo di Somerton.<br>Avvert\u00ec Sarah e Joe: \u00abSeguite gli indizi. Guardate indietro. \u00c8 gi\u00e0 successo. Tante volte. E altrettante volte vi ho raccontato questa storia.\u00bb<br>Turbati, i due lasciarono la casa portando con s\u00e9 la registrazione. Da l\u00ec le indagini presero una svolta.<br>Successivamente, nel 1998, il detective Lorenzo Hurondi ritrov\u00f2 la cassetta nella biblioteca comunale. Quella voce tremante e lucida fu per lui la<br>prova che a Ceprano stava accadendo qualcosa che sfuggiva alla logica e al tempo.<br>Ma Sarah e Joe, spingendosi oltre, sparirono. L\u2019ultima volta furono visti dirigersi verso una struttura abbandonata tra le rovine di una stazione<br>dimenticata. Non tornarono pi\u00f9.<br><br><strong>-L\u2019Indagine di Lorenzo Hurondi-<\/strong><br><strong><br><\/strong>Nel 1998 Lorenzo Hurondi, investigatore noto per la sua ostinazione nei casi irrisolti, ricevette una lettera anonima. All\u2019interno c\u2019erano riferimenti al<br>caso di Somerton e a misteriose sparizioni a Ceprano. In seguito si sarebbe scoperto che la lettera era stata scritta da Giulio Maria Ferrari, con<br>l\u2019appoggio segreto di Jack Vepu.<br>Hurondi giunse a Ceprano il 31 ottobre dello stesso anno. Cominci\u00f2 a raccogliere indizi e a ricostruire vicende dimenticate. La prima scoperta fu una<br>cassetta rinvenuta nella biblioteca comunale, con la registrazione dell\u2019incontro tra Sarah, Joe e l\u2019anziana signora. Ascoltando quella voce fragile ma<br>lucida, intu\u00ec che gli eventi non seguivano le normali dinamiche temporali.<br>Le sue ricerche portarono alla luce altri documenti: fiammiferi con coordinate incise, pagine di diario criptate, un messaggio disturbato che<br>sembrava provenire da un segnale radio impazzito. Seguendo quelle tracce, Hurondi scopr\u00ec una trasmissione registrata di Sarah, nella quale<br>ammetteva di percepire che \u201cqualcosa stava prendendo possesso del suo cervello\u201d.<br>Nella sede ormai abbandonata della radio trov\u00f2 anche riferimenti a una scomparsa pi\u00f9 antica, quella di un pastore, e la testimonianza inquietante di<br>un ascoltatore anonimo che descriveva luci nei boschi e voci udite nel sonno. Tutto convergeva verso un\u2019unica entit\u00e0: un\u2019Ombra senziente, capace di<br>riscrivere la volont\u00e0 umana.<br>Le tracce lo condussero fino alla Vepu Foundation. I documenti, ormai deteriorati, parlavano di soggetti usati come catalizzatori in esperimenti<br>condotti nella Stazione Ombra. I nomi coinvolti erano noti: Giovanni, Giuseppe, Sophie, Elisa e Giulio Maria Ferrari. Fu proprio Ferrari a rivelargli la<br>verit\u00e0 su Petrov, l\u2019Uomo di Somerton, e sulla teoria dell\u2019Ombra Elettrica.<br>Hurondi comprese che la sparizione di Sarah e Joe non era un evento isolato, ma parte di un progetto pi\u00f9 vasto e pericoloso. La sua indagine, per\u00f2, si<br>interruppe bruscamente. Una notte, mentre verificava una segnalazione nei pressi dell\u2019antenna BTS 301819, scomparve. Nessuno lo vide pi\u00f9. Il suo<br>ultimo messaggio audio, registrato su un mini-nastro, conteneva poche parole:<br>\u00abNon \u00e8 la prima volta. E so che non sar\u00e0 l\u2019ultima.\u00bb<br><br><strong>-I Messaggi nel Tempo-<\/strong><br><br>Intrappolato nel loop come Petrov, Sarah e Joe prima di lui, Hurondi comprese presto che il tempo non era lineare. Ogni ciclo gli restituiva frammenti<br>di memoria dai precedenti. Cos\u00ec inizi\u00f2 a scrivere.<br>Non semplici appunti, ma messaggi codificati: simboli, coordinate, trascrizioni, istruzioni. Li nascose in luoghi chiave di Ceprano \u2013 la biblioteca, la<br>torre dell\u2019acqua, il cimitero vecchio, la Stazione Metro, le cabine radio della BTS.<br>Alcune note erano rivolte a se stesso, per non dimenticare. Altre, a chi in futuro avrebbe potuto raccoglierle. Contenevano indicazioni per ricalibrare<br>le antenne, parole chiave per accedere ai server della Vepu, formule incomplete del Progetto NIGHT e, soprattutto, frammenti dell\u2019identit\u00e0<br>dell\u2019Ombra.<br>In uno dei suoi ultimi appunti scrisse:<br>\u00abIl ciclo non \u00e8 eterno. Ma solo se qualcuno, da fuori, sa dove guardare. Non ho pi\u00f9 tempo. Ma voi s\u00ec.\u00bb<br>Hurondi divenne cos\u00ec una presenza costante, una voce nascosta nei documenti disseminati per Ceprano. Non pi\u00f9 un detective scomparso, ma un<br>narratore occulto che, ciclo dopo ciclo, arricchiva i suoi messaggi per offrire una via d\u2019uscita.<br><br><strong>-L\u2019Inchiesta del 2024-<\/strong><br><br>Nell\u2019ottobre del 2024, un piccolo gruppo di ricercatori, hacker e curiosi riusc\u00ec a recuperare parte degli appunti di Hurondi. Decifrarono i codici e<br>ricostruirono gli eventi.<br>Gli archivi criptati della Vepu e i segnali radio confermarono l\u2019esistenza del Progetto NIGHT, della Stazione Ombra e del ciclo temporale. Capirono che<br>per spezzare il loop bisognava inviare un segnale opposto a quello dell\u2019Ombra, utilizzando le antenne speciali che Jack Vepu aveva progettato e<br>installato decenni prima.<br>Con l\u2019aiuto degli scritti di Ferrari, delle mappe di Sara Gilbert e dei sistemi elaborati da Petrov, completarono la procedura.<br><br><strong>-Il Segnale e la Luce-<\/strong><br><br>Le due antenne \u2013 una presso la Stazione Nautilus, l\u2019altra sul monte tra Disegno e Pettirosso \u2013 vennero ricalibrate usando uno strumento sviluppato<br>grazie all\u2019intuizione di Jack Vepu. I test, eseguiti sotto la supervisione del dottor Hassel e di Ferrari, confermarono che il sistema era pronto.<br>Il gruppo trasmise il segnale in un momento calcolato con precisione, quando la frequenza dell\u2019Ombra era pi\u00f9 vulnerabile. Quando l\u2019onda attravers\u00f2<br>l\u2019etere, invest\u00ec i nodi delle stazioni e i punti di fluttuazione temporale. L\u2019ambiente reag\u00ec: luci tremolanti, suoni distorti, improvvisa pressione<br>nell\u2019aria. Poi\u2026 silenzio.<br>L\u2019Ombra inizi\u00f2 a ritirarsi. Il ciclo si spezz\u00f2.<br>Ma non era la fine. Jack Vepu, in possesso dell\u2019ultima scorta di UNICUM, comprese che la trasmissione non bastava. Per liberare le persone<br>intrappolate serviva un\u2019azione diretta, dentro il tempo stesso.<br>Prese allora una decisione estrema: utilizzare un dispositivo di salto temporale miniaturizzato, costruito sui progetti originali di Petrov e calibrato<br>con i parametri della Stazione Icarus. Effettu\u00f2 un unico viaggio, puntando al salvataggio di Sarah e Joe.<br>Li trov\u00f2 all\u2019interno del loop, sospesi e ancora non consumati. Con l\u2019UNICUM ruppe il sigillo temporale e li riport\u00f2 nel presente. Erano disorientati ma<br>vivi, con ricordi frammentari che tuttavia conservavano la memoria dell\u2019esperienza.<br>La Fondazione li prese in carico per il reinserimento nella linea temporale. Ma quella era l\u2019ultima scorta di UNICUM. Non c\u2019era pi\u00f9 nulla per tornare<br>a recuperare le altre vittime. Decine, forse centinaia, erano rimaste sospese in bolle temporali: alcune dissolte dall\u2019Ombra, altre \u2013 come Lorenzo<br>Hurondi \u2013 ancora coscienti, ma bloccate.<br>Jack lo sapeva. Aveva scelto.<br><br><strong>-Il Sacrificio di Hurondi-<\/strong><br><br>Lorenzo Hurondi sapeva.<br>Non era pi\u00f9 un semplice investigatore smarrito in un caso troppo grande per lui: era diventato parte del meccanismo stesso. Ogni ciclo gli aveva<br>mostrato brandelli di verit\u00e0, ogni frammento gli aveva sussurrato che il suo destino non era quello di fuggire, ma di restare.<br>All\u2019inizio aveva cercato una via d\u2019uscita. Passava ore a mappare il ripetersi degli eventi, a calcolare il tempo preciso in cui il sole si spegneva dietro i<br>colli di Ceprano, a confrontare le sfumature di luce che filtravano dalle finestre della biblioteca o il canto identico degli uccelli al mattino. Ma presto<br>comprese: non era prigioniero di una trappola, era guardiano di un confine.<br>Il loop lo consumava, ma gli dava anche potere. Ad ogni ripetizione imparava qualcosa in pi\u00f9. A volte bastava cambiare un dettaglio: il luogo in cui<br>lasciava una nota, l\u2019intonazione con cui pronunciava una parola, il momento in cui decideva di accendere un registratore. Piccoli gesti che,<br>accumulandosi, creavano un reticolo di messaggi sparsi nel tempo.<br>Sapeva che nessuno avrebbe potuto liberarlo. Sapeva anche che qualcuno, un giorno, avrebbe trovato ci\u00f2 che aveva lasciato. Ed era questo a dargli<br>forza.<br>La consapevolezza della scelta matur\u00f2 lentamente. Una sera, nel cuore di un ennesimo ciclo, mentre camminava nei boschi vicino alla BTS 301819,<br>ud\u00ec il rumore dell\u2019Ombra muoversi: un fruscio grave, come di vento che trascina sabbia e cenere. Era ovunque e da nessuna parte, insinuandosi tra i<br>rami, deformando i contorni della realt\u00e0. Non prov\u00f2 pi\u00f9 paura. Solo una calma severa.<br>\u00abSe io non resto,\u00bb pens\u00f2, \u00abnessuno trover\u00e0 mai la strada.\u00bb<br>Fu allora che cap\u00ec che la sua presenza non era un errore ma un atto necessario. Restare nel ciclo significava diventare memoria vivente, eco costante,<br>custode di un archivio invisibile. Non avrebbe pi\u00f9 cercato di spezzare la catena: avrebbe imparato ad abitarla.<br>Cominci\u00f2 a organizzare i suoi giorni con meticolosit\u00e0. La mattina lasciava appunti in luoghi diversi: sotto la lapide di un cimitero, nella piega di un<br>libro dimenticato, incisi sul retro di un fiammifero. Il pomeriggio si dedicava alle registrazioni: la sua voce, ferma e pacata, ripeteva istruzioni,<br>coordinate, avvertimenti. La notte, quando il loop ricominciava, si addormentava con la consapevolezza che quelle tracce sarebbero sopravvissute a<br>lui.<br>Il sacrificio non fu improvviso. Fu una lenta rinuncia. Rinuncia alla libert\u00e0, alla speranza di un ritorno, alla sua stessa identit\u00e0. Ogni ciclo cancellava<br>una parte di s\u00e9, ma ogni nota lasciata lo rendeva pi\u00f9 grande, pi\u00f9 presente, pi\u00f9 utile.<br>Un giorno \u2013 o forse un ciclo qualsiasi, indistinguibile dagli altri \u2013 si ferm\u00f2 davanti a uno specchio polveroso nella Stazione Metro abbandonata. Vide<br>il suo volto scavato, gli occhi segnati da stanchezza, ma nello sguardo riconobbe qualcosa di nuovo: determinazione. Non era pi\u00f9 un uomo in fuga.<br>Era un testimone.<br>Scrisse sul vetro appannato con un dito tremante:<br>\u00abNon cercatemi. Cercate gli indizi.\u00bb<br>Poi sorrise, per la prima volta dopo anni di ripetizioni. Non era la resa, ma l\u2019accettazione.<br>Hurondi rimase. Rimase per tutti coloro che sarebbero venuti dopo, per chi avrebbe raccolto i suoi frammenti e tentato l\u2019impossibile. Rimase come<br>sentinella di un tempo spezzato, come voce nascosta nei muri di Ceprano, come custode silenzioso dell\u2019ultima verit\u00e0.<br>Il suo sacrificio non fu un atto disperato, ma una scelta lucida. Un atto di coraggio puro, in cui la dignit\u00e0 umana si oppose all\u2019abisso.<br>L\u2019Ombra lo circond\u00f2, lo assorb\u00ec, lo fece suo. Ma non riusc\u00ec a cancellarlo del tutto. Perch\u00e9 Hurondi era diventato pi\u00f9 del suo corpo, pi\u00f9 del suo nome.<br>Era diventato memoria.<br>E ogni memoria, prima o poi, trova qualcuno disposto ad ascoltarla.<br><br><strong>-Epilogo-<\/strong><br><br>Petrov, l\u2019Uomo di Somerton, fu l\u2019inizio di tutto.<br>La sua morte enigmatica, orchestrata e occultata dalla Vepu Foundation, segn\u00f2 il punto in cui la scienza super\u00f2 la morale. I suoi appunti sulla teoria<br>dell\u2019Ombra Elettrica furono sottratti, studiati, rielaborati, trasformati in un arsenale di conoscenze che nessuno avrebbe dovuto maneggiare.<br>Carl e Jack Vepu ereditarono un\u2019eredit\u00e0 maledetta. Carl la spinse verso l\u2019ambizione cieca, Jack la port\u00f2 dentro di s\u00e9 come un peso insopportabile. In<br>mezzo, Giulio Maria Ferrari lott\u00f2 nell\u2019ombra, tentando di frenare il progetto dall\u2019interno. La sua opposizione non fu mai dichiarata, ma disseminata<br>in tracce sottili: lettere anonime, istruzioni criptate, simboli incisi nei margini dei documenti ufficiali.<br>Il triangolo arancione, ultimo enigma lasciato da Ferrari, custodiva l\u2019ultima chiave. Non era soltanto un codice: era un monito. Un avvertimento<br>inciso nella geometria stessa del tempo, un sigillo che indicava come il ciclo potesse essere spezzato solo comprendendo fino in fondo la storia di<br>Petrov.<br>Il Progetto NIGHT fu ufficialmente disattivato. Le stazioni si ridussero a gusci silenziosi: corridoi abbandonati, strumenti spenti, archivi polverosi.<br>L\u2019Ombra, ferita dal segnale trasmesso, si ritir\u00f2 come un animale in letargo, lasciando dietro di s\u00e9 cicatrici invisibili.<br>Ma la vittoria non fu totale.<br>Decine, forse centinaia di coscienze restavano sospese, intrappolate in cicli incompleti, in stanze di tempo chiuso. Voci dimenticate, passi che non<br>portavano a nulla, frammenti di memoria che continuavano a pulsare come echi lontani.<br>Hurondi, intrappolato per sempre, vegliava ancora. Il suo sacrificio divenne leggenda: una presenza silenziosa che, di tanto in tanto, si manifestava<br>in un dettaglio fuori posto, in un foglio dimenticato, in una voce disturbata captata dalle frequenze radio di Ceprano. Era come se la sua volont\u00e0 fosse<br>rimasta ancorata ai muri, ai boschi, alle antenne arrugginite.<br>Sarah e Joe, tornati al presente, vivevano come sopravvissuti. Non erano pi\u00f9 le stesse persone. Portavano negli occhi la luce spenta di chi ha visto il<br>tempo sgretolarsi. I loro ricordi, seppur frammentari, custodivano la verit\u00e0: l\u2019Ombra non era stata sconfitta, solo indebolita.<br>Jack Vepu, svuotato dall\u2019uso dell\u2019ultimo UNICUM, rimase l\u2019uomo che aveva scelto. Non un eroe, non un carnefice. Qualcosa di pi\u00f9 fragile: un<br>testimone che aveva pagato con il futuro di altri la salvezza di pochi. Sapeva che la sua decisione avrebbe diviso i giudizi, ma non si pent\u00ec. La sua<br>colpa era il suo lascito.<br>E cos\u00ec, sulle macerie del Progetto NIGHT, restava un\u2019unica certezza: niente era davvero finito.<br>Nelle pieghe del tempo sopravvivevano tracce \u2013 scintille di coscienza, impronte lasciate dai cicli spezzati, memorie che non volevano morire.<br>Un giorno, forse, qualcuno avrebbe raccolto quegli echi.<br>Un giorno, forse, l\u2019Ombra si sarebbe rialzata.<br>Perch\u00e9 i progetti mai conclusi non smettono di vivere: attendono, respirano sottovoce, consumano lentamente il silenzio.<br>E Ceprano, con i suoi boschi, le sue antenne, le sue stazioni sepolte, rimaneva l\u00ec.<br>Inquieta.<br>Custode di un segreto che nessuna vittoria potr\u00e0 mai cancellare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>-Le Origini della Vepu Foundation- La Vepu Foundation, fondata da Carl Vepu, \u00e8 sempre stata un\u2019organizzazione enigmatica, circondata da un\u2019aura di filantropia e progresso scientifico.Dietro quella facciata, per\u00f2, nei laboratori nascosti sparsi nel mondo, prendevano forma esperimenti capaci di alterare le leggi della realt\u00e0.Le stazioni \u2013 Nautilus, Nodo, Ombra, Metro, Icarus (creata in sostituzione della &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.vepufoundation.it\/?page_id=12076\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Strange Trails&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":12000,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-12076","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12076","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12076"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12076\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12083,"href":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12076\/revisions\/12083"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vepufoundation.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12076"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}